‘Non lasciamole sole, non ce lo perdoneremo’

Nel 2017 nasce “Dialoghi a Spoleto”, incontro internazionale di donne, sul tema dell’empowerment femminile, oramai alla terza edizione.

I “Dialoghi” si svolgono all’interno del Festival dei due Mondi e rappresentano un appuntamento di formazione e informazione.

 Durante al seconda edizione, viene invitata Nessrin Abdalla, soldatessa e comandante curda della YPJ (unita di protezione femminile) che si confronta con alcune donne ministro della difesa europee.

Questo è stato il primo viaggio in Italia, il secondo in Europa dopo l’invito del Presidente Emmanuel Macron, in Francia.
Nessrin Abdalla, rappresenta una stirpe di donne fuori dall’ordinario che chiamano il loro esercito unità di protezione, poiché sono una forza di difesa, non di attacco, che vuole proteggere tutto il popolo (curdi, arabi, armeni e ceceni).

La nazione curda, che qualcuno vuole disperdere e distruggere come è stato nei genocidi perpetrati nel secolo scorso, è in medioriente forse l’unico progetto politico che promuove una visione alternativa dell’organizzazione della vita fondata, non sul patriarcato ma sull’autodeterminazione, in particolare femminile, e sulla democrazia.

Tutto il mondo occidentale ha un debito nei cofronti della causa curda e ha il dovere di difendere la comunità multietnica del Rojava dalla follia del despota di Ankara ed evitare con forza il ricatto che sta mettendo in atto nei confronti della UE.

Il nostro Capo dello Stato, Presidente Sergio Mattarella, da Atene, ha dichiarato che “tutti i problemi di carattere militare e di politica estera si possono risolvere solo se l’Europa parlerà con voce sola”.

La Francia, la Germania e l’Italia hanno bloccato la vendita di armi alla Turchia. Ciò non basta, dobbiamo difendere i curdi: 10 milioni di persone e con essi cristiani e gli yazidi che sono stati espulsi dal centro della Siria.

La crisi curda può essere per l’Unione Europea un’occasione di unità e per le donne occidentali la possibilità di esprimere sostegno e condivisione nei confronti di donne eccezionali che hanno costruito un’utopia realizzabile in quelle terre e che hanno difeso noi e i nostri figli dal fondamentalismo islamico.