Libero dopo 6 anni l’attivista curdo iraniano Boochani

Corriere della Sera. M.Ser.

Behrouz Boochani, il rifugiato e giornalista iraniano curdo, diventato la voce dei migranti imprigionati sull’isola di Manus dove è stato detenuto anche lui per sei anni, è finalmente libero. Sbarcato in Nuova Zelanda, dove ha ottenuto un visto, ha detto al Guardian: “ Non tornerò mai più in Papua Nuova Guinea”. Giornalista, attivista, premio Politkovskaja nel 2018, autore di un libro scritto via Whatsapp ed edito in Italia con il titolo “Nessun amico se non le montagne”. Questo uomo di 36 anni, è stato incarcerato sulla base del sistema No Way australiano. Fuggito dall’Iran per evitare la persecuzioni politiche.

“La Repubblica islamica dell’Iran, è una dittatura religiosa, ha privato il popolo curdo dei propri diritti negli ultimi 40 anni dalla rivoluzione islamica e ha continuato a uccidere il mio popolo”, ha detto in un’intervista al Corriere l’ottobre scorso. Arriva alle porte dell’Australia nel 2013, in Australia non è possibile entrare illegalmente e chi non è riconosciuto come richiedente asilo o rifugiato, viene trasferito nei centri di identificazione nell’isola di Nauru o in Papua Nuova Guinea. Un destino toccato anche a Boochani, che ha trascorso 2.269 giorni in prigionia.